Il misticismo e la fede si vendicano ancora meglio, gli prendono più interamente la mano. Se dalla materia inerte all'uomo c'è un abisso; se l'uomo, per la coscienza, è tanto superiore ai bruti, si deve credere che egli sia il termine ultimo dell'evoluzione? Un altro passo innanzi, oltre l'uomo, non sarà possibile? Certamente! L'umano genere è un termine medio, un tentativo,
une espèce éclose à contre-temps:
Tout est prématuré dans ses voeux transcendants.
Quindi egli afferma che c'è un'ascensione morale della quale i mondi sono i gradi, e che
La terre n'est qu'un lieu d'attente
Où se fait la commune entente
D'une espèce entière émigrant.
La vecchia preghiera cristiana diceva che questo nostro mondo è una valle di lacrime; il filosofo che ha soltanto creduto nei fatti positivamente accertati, finisce anch'egli col giudicarlo «un luogo d'aspettazione.» Ma egli arriva a questo giudizio per la via tortuosa che abbiamo vista. E ci dice almeno, come il Nietzsche dirà del regno del Superuomo, in qual modo sarà fatto il mondo migliore al quale dovremo un giorno approdare?
IV.
Eccoci arrivati al suo nuovo e più lungo poema filosofico: La Felicità. Qui certo egli si confermerà nella soluzione ultimamente trovata, ne darà nuove ragioni, l'assoderà.
Svegliandosi dopo morte, Fausto, l'eroe, si ritrova in un astro più bello, più luminoso, più ricco della terra; e mentre egli è ancora in preda a una incredula meraviglia, Stella, l'eroina, la donna da lui amata nel mondo inferiore, dalla quale fu crudelmente diviso, gli dice:
Pourquoi dans l'infini plein d'innombrables flammes,
Parmi tant de globes mouvant,
N'en serait-il qu'un seul visité, par les âmes
Et peuplé de corps vivants?
Pourquoi seule la terre, obscure et si petite,
Aurait-elle entre tous l'honneur,
De porter une argile où la pensée habite?…
Veramente, nel punto che due amanti separati da tanto tempo—dalla morte!—si ritrovano insieme, vi sarebbe qualche cosa di meglio da fare che discutere intorno alla pluralità dei mondi abitati; si potrebbe anche osservare che, mentre Stella e Fausto s'incontrano lassù, questo semplice fatto dovrebbe provare come la terra non abbia il monopolio della vita. Non pare quasi che il poeta ne sia egli stesso poco sicuro e che ne dubiti prima di noi? Non pare anche che, dubitando egli della stessa vitalità dei suoi redivivi protagonisti, vada in cerca di argomenti per farci credere alla verisimiglianza della finzione?