«— Così getterei la vita per voi, — mormorai, — per vedervi apparire stanotte lassù, in camera mia....

«Non parve offesa nè semplicemente stupita dalle mie parole, come se avessi espresso un sentimento naturale e doveroso, una verità elementare ed ovvia. Se avesse risposto una sillaba, se avesse fatto un cenno, avrei scavalcato la terrazza precipitandomi in mare. Come mi era sembrato di non aver bene conosciuto nessuna donna prima di lei, così mi sembrò in quel momento di non aver mai veramente vissuto: tutta la vita mi parve destituita di valore e di significato senza l'amor suo.

«Il marito sopravvenne: ella mi presentò. Neanch'io mi stupii che ella conoscesse il mio nome. Certamente doveva averlo trovato sulla tabella dei viaggiatori dopo aver saputo il numero della mia camera. Ma io non avevo pensato di fare altrettanto con lei, non sapevo come si chiamasse.... Su, in camera, durante la notte insonne, restai a lungo immobile sopra una poltrona, mi buttai vestito sul letto, tornai a levarmi più volte, sempre con lo sguardo all'uscio, come se da un momento all'altro dovesse schiudersi, come se un'ombra bianca, lieve e silenziosa, dovesse apparirvi. Non apparve, ma la vanità dell'aspettazione non mi deluse, come non mi aveva stancato la sua lunghezza. Tanto avevo disperato, prima di parlarle, tanto mi era sembrata lontana, formidabile, inaccessibile, altrettanto mi sentivo ora animato da luminose speranze.

«Il domani la incontrai nella sala di lettura. Le dissi, come la cosa più semplice del mondo, come la sola cosa che dovessi naturalmente dirle:

«— Perchè non siete venuta?

«Mi guardò senza meraviglia; sorrise appena; rispose con un'altra domanda, socchiudendo gli occhi:

«— Perchè mi avete aspettata?

«Allora parlai. Tutto ciò che avevo sentito per virtù sua, il senso di vanità trovato in tutte le cose e l'ebbrezza di vivere accanto a lei, la moltiplicazione di tutte le mie potenze vitali e la dispersione d'ogni mia volontà, la certezza che mi avesse compreso e il bisogno di annientarmi per provarle la mia sincerità: tutti i contrasti della sfiducia e della fede, delle esaltazioni e degli abbattimenti, tutto le dissi con una eloquenza della quale io stesso ero meravigliato. Mai avevo parlato con tanta facilità, con tanto impeto, con tanto fuoco, nella mia propria lingua; non una parola mi mancava nella straniera, come se qualcuno, un suggeritore invisibile, me le venisse dettando, da un libro.

«— Come volete ch'io creda a questo amore? — domandò ella quando tacqui.

«— Che cosa ve lo impedisce?