«— Quale?

«— Trovatela!

«La cercai, infatti, ma infruttuosamente. La mia attenzione era incapace di soffermarsi sul quesito, di antivederne tutte le soluzioni possibili. Mi rammentavo di certi tormentosi problemi algebrici studiati a scuola, pensavo al binomio di Newton, sentivo di dover adattare alla circostanza il calcolo delle combinazioni. Tentavo di ragionare: — Il caso, interrogato, potrà rispondere «sì» o «no», mentre ella stessa, in cuor suo, potrà propendere per il «sì» o il «no». Allora possono determinarsi queste combinazioni: ella può dir di «sì» e il caso dire anch'esso di «sì».... o di «no» e il caso di «no».... o di «no».... o di «sì».... o di «no».... — e la mia mente si confondeva in questo giuoco di alterne risposte.

«Quando ebbe goduto un poco del mio imbarazzo ella si alzò, dicendomi:

«— Accompagnatemi a casa: ho molte lettere da scrivere.

«— Non vi rivedrò fino a domani?

«— È molto difficile. Domattina parte mio marito.

«— Allora verrete a pranzo con me?

«— Volentieri, se potessi. Ma nel pomeriggio partirò io stessa.

«— Non è una difficoltà.