«— Sul treno?
«— Avete accettato, sì o no, di pranzare con me?
«— Ho accettato!
«Non so come passò quella prima ora, non rammento che cosa dicemmo. Vi sono molte altre lacune nel ricordo del mio sogno. Voi sarete anzi stupite ch'io vi riferisca tutti questi discorsi; ma, naturalmente, non garantisco che tali fossero le nostre precise parole; nè, del resto, importa che sieno testuali, se ce n'è il senso.... Rammento benissimo che da quanto ella diceva non traspariva il minimo cruccio; mi pareva anzi piacevolmente stupita e incuriosita dall'avventura. Alla stazione di Nizza m'affacciai al terrazzino: vennero i fiori, rose e garofani meravigliosi; gliene offersi una parte:
«— Permettete? Poichè ne avete espresso il desiderio! Quelli della mensa saranno più tardi al loro posto.
«L'uomo in livrea passava sulla fronte del convoglio gridando:
«— Wagon restaurant!... Wagon restaurant!...
«— Ma è già l'ora di andare a tavola! — osservò la mia ospite.
«— Per gli altri. Voi non avete detto che pranzate alle otto? Alle otto sarete servita.
«— Siete perfetto!