— La macchina è pronta. Posso provarla?

— Perbacco! Ha fatto miracoli! — rispose il secondo, guardando l'orologio e sorridendo d'un riso un poco stentato. — Non ha fatto mai così presto!... Ma il comandante ha ordinato oramai che si parta alle cinque. Provi il timone, per ora!...

E rivolto a Roccaforte, dopo aver congedato con un saluto il capo macchinista:

— No, vede: è troppo tardi. Correremmo rischio di perdere anche lei. Speriamo che torni con l'attendente.

Un sott'ufficiale gli si presentò:

— Il signor comandante ha bisogno di parlarle.

Carleoni era ancora alla scrivania, dove aveva studiato le rotte e decifrato l'espresso.

— È il ministro degli Esteri che trasmette istruzioni per gli accordi da prendere con i rappresentanti delle altre nazioni. Mi faccia il piacere di mandare subito al telegrafo questa risposta e questo dispaccio per la mia famiglia. Tutto è in ordine?

— Sono arrivati i viveri. Il commissario è già tornato.

— La gente è rientrata?