Pochi minuti dopo sopraggiunse l'altra imbarcazione con Lisi, il suo attendente, che riportava a bordo bauli e cassette e pacchi di libri e di giornali.
— Hai visto il tenente Carleoni?
— Nossignore.
— Non era passato da casa? Non ne domandasti al portinaio?
— Nossignore. Me l'avrebbe detto, se ci fosse stato.
Allora il cuore gli si strinse. Che ne era dell'amico suo, perchè, dopo quattro ore dai segnali, con tanta gente scesa a diffondere la notizia della partenza, nessuno lo avesse visto nè egli facesse saper nulla di sè? A terra tutti dovevano ormai sapere che la «Siracusa» stava per salpare; se egli non accorreva, bisognava credere che non volesse — o non potesse. Che fare? Se neanche l'attendente lo avesse trovato? Andare a cercarlo personalmente, mentre era ancora in tempo?...
— Signor comandante, — disse risolutamente al secondo, che sorvegliava alle gru l'imbarco delle provviste, — il ritardo di Carleoni m'inquieta. Permette che vada a cercarlo io stesso?
— Ha mandato l'attendente?
— Sissignore, ma ho paura che non lo trovi.
Sul viso di Barbarini si lesse una penosa esitazione. Ma prima che ne uscisse, il capo macchinista gli si avvicinò.