— Eccomi!

Cacciò la busta coi fiori sotto il guanciale, e si rivoltò. Ogni traccia dell'imbarazzo e della confusione, cui era stato in preda arrivando a bordo, era sparita. Il suo spirito non pareva più assente come poco innanzi. Sul bellissimo viso fresco e roseo, sulle labbra ornate dei baffetti biondi, negli occhi azzurri sotto il grande arco dei sopraccigli, un sorriso beato, un'espressione d'estatica gioia.

— Marco! Marco! Marco!

Sentendosi afferrato per un braccio così forte da provarne dolore, Roccaforte esclamò:

— Ohè! Che ti piglia?

— Marco, la vita è bella! Sono felice!

Tante volte aveva pronunziato simili parole subito dopo contraddette, che il suo compagno non ne fece caso. Si stupì un poco, ma gradevolmente, nel vedere che la partenza, quella separazione fino a pochi giorni innanzi temuta più che la morte, non contristava per nulla l'innamorato.

— Va bene! I miei complimenti! Ma potevi tornare mezz'ora prima, che diamine!

— Non potevo! Non sai!

Dopo aver lasciato il braccio dell'amico, glieli afferrò tutti e due, con più forza, e mentre i muscoli s'irrigidivano e lo sguardo sfavillava, la voce balbettava: