— Se sapessi! Questa partenza, il mio terrore, senza questa partenza improvvisa spasimerei ancora.... Tutto era stato invano, fino all'ultima ora, fino all'ultimo istante.... M'avrebbero dichiarato disertore? Che importava!... M'importava, sì, per il mio povero babbo; ma mi sarei ucciso. Tanto, non potevo durare più a lungo in quello spasimo.... Non me ne importa di morire, neanche ora, sai!... Venga la morte, ora!... Ma per un'altra ragione: perchè la vita m'ha dato tutto ciò che poteva darmi; perchè nulla, mai, nessun altro giorno simile a questo sorgerà mai più per me....

Un fiume di parole roventi, mal connesse; fremiti nelle mani abbarbicate alle braccia dell'amico, lampi negli occhi gonfî di lacrime.

Roccaforte, con voce d'indulgenza quasi paterna, disse:

— Fanciullo, va'!

In fondo al suo cuore, ma proprio in fondo in fondo, sottile, sordo, indistinto, un senso d'invidia sorgeva, allo spettacolo di quella felicità. Nonostante la fraterna amicizia che lo legava a Luigi, si sentiva un poco umiliato, quasi offeso da quel trionfo. Aveva sempre desiderato all'amico tutte le fortune, sinceramente; riconosceva che l'anima ardente in quel corpo apollineo le meritava; che l'amor suo veemente ed ingenuo doveva essere ripagato, se c'era giustizia; ma sentiva che lo sfoggio della sua gioia era quasi insolente.

— Che abissi, in quel cuore!... — continuava l'estatico. — Ed io ne dubitai!... Perchè non sapevo misurarne la profondità! Perchè non potevo comprenderne le complicazioni.... Sono qui per lei!... Se non avesse voluto, se non m'avesse sospinto!... Non mi credeva, finchè m'ebbe vicino; non credette alla partenza finchè non udì che mi chiamavano.... Dopo avermi sempre respinto mentre le stavo dappresso, ha voluto legarmi a sè per la vita nel punto che la vita ci ha separati.

C'era un ritmo nelle sue parole, una specie di canto nella sua voce. Roccaforte sorrideva tra sè d'un sorriso un poco amaro, ripensando alle ore trascorse nell'ansia, con la paura d'una catastrofe. Ora gli pareva che la sua paura fosse stata fuori d'ogni proposito, sciocca addirittura. Si sentiva un poco ridicolo per aver trepidato, mentre sarebbe stato tanto facile prevedere le ragioni dell'indugio! E il morso della secreta invidia diveniva più acuto; e come Luigi, inesauribile, riprendeva:

— La mia logica e la tua sono bambine presuntuose e ignoranti di fronte al suo sentimento. Volevo che cedesse, se mi amava; che mi respingesse, se non le importava di me. Sai che cosa m'ha risposto, quando le ho proposto il dilemma?

— Andiamo a pranzo, per ora! — lo interruppe quasi bruscamente. — Mi narrerai dopo.

E s'avviò per il corridoio verso la sala della mensa. La nave rollava e beccheggiava fortemente; nella foschia, appena rotta per una breve cerchia dalle luci di bordo, si vedevano le acque avvallarsi e sollevarsi in pieghe larghe che trascorrevano da prora a poppa gonfiandosi e coronandosi di creste di spuma.