— Avremo da stare allegri, doppiato il capo Corso! — esclamò ancora Roccaforte.

Non udendo il passo dell'amico dietro di sè, si fermò, rivoltandosi. Luigi, addossato alla paratia, guardava anch'egli il mare di poppa, fiso, come abbacinato.

— Vieni, o vuoi restar lì?

Dapprima il giovane non rispose, quasi non avesse udito, quasi porgendo l'orecchio a qualche suono lontano; poi disse:

— Il suo dolce paese di Toscana è laggiù, oltre quell'abisso.... Quando la rivedrò?...

Senza risposta, sapendo d'aver fatto a sè stesso la domanda, riprese:

— Senti, Marco.... Sai che penso?... Quando vedi un mare come questo, non pensi alla morte che ci sovrasta?

— Che ti salta, adesso?

— Questa potrebbe essere l'ultima nostra notte.... Ed io....

Si frugò con la destra nel petto, sotto la camicia, e trasse qualche cosa che, a distanza, nell'oscurità, Roccaforte non distinse. Vedutolo chinare il capo per baciare l'oggetto raccolto nel cavo delle due mani, gli si appressò, sentendo sciogliersi il rancore di poco innanzi in un moto di simpatia. Il giovane teneva ancora le labbra religiosamente accostate ad una crocettina d'oro pendente da una sottilissima catenella.