— Su, Carleoni.... Carleoni, dov'è?...
Nel gruppo degli uomini uniformemente incappottati, coi cappucci abbassati, non si riconosceva nessuno.
— Eccomi, comandante....
— Ha sentito?... Si sbrighi!...
— Ancora un momento, e avremo finito.... Animo, figliuoli.... Lavoriamo di lena!... — Sottovoce, ai più vicini, con aria gioconda, soggiunse: — Anche sulla plancia c'è cattivo tempo, stanotte!... Sbrighiamoci, e vi manderò una bottiglia!...
Ma subito dopo, dal portavoce, un grido:
— Statevi in guardia!... Agguantatevi forte, per Dio!
Un colpo di mare formidabile, un'enorme muraglia d'acqua s'innalzò dal tagliamare, rovinò sul castello con l'impeto e lo scroscio d'una valanga. La prora parve inabissata, la nave tagliata a metà. E nel fragore della tempesta il lugubre grido della vedetta piombò dall'alto dell'albero:
— Un uomo in mare!
Risollevandosi la prora si videro sul castello gruppi di marinai carponi, afferrati alle bitte, alle áncore, ai candelieri della battagliola; si udì la voce del comandante in seconda ordinare: