— No! — gli rispose con voce dura, che non ammetteva insistenze.
Voleva restare, doveva vedere. Una forza superiore a quella della ragione, una specie di fascino lo inchiodava lì, dietro la siepe degli aspettanti, sollevato sulla punta dei piedi, coi muscoli del collo irrigiditi, tutti i nervi tesi. Più forte del dolore, più forte dell'umiliazione era l'avidità di vedere, la necessità di non perdere un solo particolare di quella scena. Un ferro aguzzo e tagliente gli ricercava le carni, recideva le vive fibre del legame che aveva fatto di lui e di quella donna un corpo solo, un essere solo; ma sul punto di sentirsi mutilato non voleva perdere la coscienza di sè, resisteva alle esortazioni dell'amico come avrebbe respinto un torpente sopra un letto operatorio, per assistere allo scempio.
E già, finito lo sbarco dei bagagli, le guardie lasciavano i loro posti, i primi viaggiatori si affollavano verso le scale non più vietate. Egli vide il marito avanzarsi, ma senza fretta, dando una mano al giovinetto, dividendosi con l'altra la barba sul petto. L'ombrellino rosso si mosse anch'esso, ed egli stesso fece un passo; ma allora, col coraggio della paura, Perez esclamò a voce bassa e concitata:
— Lodovico, ti prego!... Non commettere imprudenze!... Resta lì: siamo già troppo vicini. La governante e il bambino possono riconoscerti.
Obbedì, si fermò, vide a poco a poco diminuire la distanza che separava i due gruppi: la donna col figlio e la familiare avanzarsi in prima linea, sull'orlo della banchina, il padre e l'altro figlio scendere i gradini della scala di bordo e porre il piede a terra. Oltre il gruppo delle donne piangenti, dietro un carro carico di bauli, avvenne finalmente l'incontro. Egli trattenne il respiro, e lo stesso moto del suo cuore parve arrestarsi un istante; ma il sangue gli rifluì rapidamente per tutte le arterie e il petto gli si gonfiò al soffio dell'aria, in un improvviso senso di sollievo, quasi di gioia, di timida e incredula gioia, vedendo che quell'uomo non si stringeva con impeto alla donna sua ritrovata dopo tanto corso di tempo, non l'abbracciava con tutta la forza delle sue braccia nerborute, non restava a guardarla negli occhi per riconoscerne e possederne l'anima; ma le dava due baci sulle due guance, due baci calmi, appena fraterni, quasi distratti, e subito dopo si volgeva, prima ancora di abbracciare il figliuoletto, a cercare i bagagli. Per un momento, a quella vista che aveva temuta atroce e insostenibile, tutta l'oppressura, tutta la mortificazione dell'anima si disperse, tutta la coscienza della sua forza e del suo diritto tornò ad assicurarlo. Quella donna era sua per quel che gli costava di fremiti, di spasimi, di estasi, di pianti; gliel'aveva guadagnata, gliel'aveva meritata il fuoco divampato nel suo cuore, la fiamma dell'estro accesa nel suo pensiero e nella sua fantasia. Ella gli si era accordata perchè si era sentita necessaria a lui, perchè quegli ardori, quelle febbri si erano comunicati a lei, rivelandole tutto un mondo, tutta una vita dei quali non aveva sospettato l'esistenza accanto a quell'uomo freddo e misurato. Un moto d'orgoglio, un senso di trionfo lo animò; ma fu un lampo. Già ella si stringeva all'altro figlio, già i figli si stringevano ai genitori formando un cerchio dal quale la stessa domestica si teneva lontana. Era lì, sotto i suoi occhi, la famiglia riunita, il nucleo umano primordiale, il cardine d'ogni consorzio; e nessuno, e tanto meno lui, poteva penetrare in quella intimità fondata sulla perpetuazione della carne e del sangue.... Allora, mentre Perez non faceva e non diceva più nulla per porre termine a quello spettacolo, egli stesso, afferrato bruscamente un braccio dell'amico e stringendolo forte, esclamò con voce arrochita:
— Via!... Andiamo via!...
Si allontanarono, infatti, facendosi strada tra la folla, schivando i carri, passando accanto a quello dove il marito riconosceva la sua roba, mentre dava ai facchini l'indirizzo dell'albergo di Francia. Quando furono nello spazio libero affrettarono il passo; ma usciti fuori della cancellata e giunti presso la dogana, Lodovico si fermò voltandosi a guardare indietro.
— Che fai lì? — domandò Perez, irritato; — non ne hai abbastanza?
— No: taci; aspetta.
I coniugi, distaccatisi dalla folla, preceduti dal facchino coi bauli, seguiti dalla governante coi figli, si avanzavano: il marito non si appendeva al braccio della moglie, non le dava il braccio; le andava accanto, parlando senza gesti; ella era invece tutta animata, diceva qualcosa con espressione vivace. Vedendoli avvicinarsi, Perez sentì rinascere, con la paura, un senso di ribellione contro l'audace che sfidava il pericolo d'essere riconosciuto e quasi si compiaceva dell'ambascia propria e di quella che infliggeva; e quando la coppia fu giunta al loro fianco, tremò vedendo il marito fermare lo sguardo su Lodovico, quasi leggendogli in faccia il suo secreto, mentre la compagna passava senza neppure guardarli, come non accorgendosi di loro. Per buona sorte il figlio più piccolo, intento a narrare qualche cosa al fratello, non levò gli occhi, distrasse anche l'attenzione della governante rivolgendole una domanda; e solo dopo che la comitiva si fu allontanata avviandosi alla dogana, il trepidante trasse liberamente il respiro.