— Ciao, Pin!... — gli gridò lo scultore, improvvisamente animato, con un sorriso ed un gesto vivace. — Tien duro, Pin!... Non mollare!... Vendiamolo caro, quel seme....
— Stia pur sicuro!... — gridò a sua volta il passante, con un riso sonoro. — A Pinella Scórcola non la fanno mica!...
— Bravo Pinella!...
Ma gettata quella voce d'approvazione all'uomo già lontano, lo sguardo del dolente si spense.
— Quel bruto, sì, fa ciò che vuole; sa quanto deve vendere il suo raccolto, come può frodare il compratore. — Dando un colpo di frusta al cavallo che trasalì e quasi s'impennò all'inusato maltrattamento, soggiunse: — Tu lo sai ciò che vuoi: arrivare presto alla stalla, mangiare il tuo sacco di biada.... Ma io, ma noi....
— È vero! — mormorò Perez, chinando il capo, pensando alla stranezza del caso che lo faceva salire su quell'alpe per assistere alle rinnovate nozze d'un uomo che non conosceva e della donna per cui l'amico suo spasimava.
Ma Lodovico, con voce rauca, strozzata da un colpo di tosse, ribattè:
— È vero, che cosa?... C'è qualche cosa di vero?... C'è qualche cosa di reale?... Io ti domando se questa scena che ci sta dinanzi esiste, se noi che parliamo esistiamo, se l'universo e la vita hanno nulla di consistente.... Divago? Hai paura che mi giri?
— Vedo che soffri.
— Ora? In questo momento? No. Ora non soffro.