— Quella del pomeriggio. La mattina il battello in discesa passa alle 5; bisognerebbe levarsi alle 3 per giungere in tempo.

— No, non ho furia; preferisco aspettare.

Tacque ancora; poi ridomandò:

— E tu, ti tratterrai un pezzo quassù?... Tornerai a Firenze?... Che cosa ti proponi di fare?

L'interrogato si voltò a guardarlo con espressione di meraviglia.

— Mi tratterrò?... Dove andrò?... Che cosa farò?...

Pareva in preda a un grande stupore, come se le domande fossero troppo bizzarre e stravaganti.

— E tu, lo sai che cosa farai?... Lo sa nessuno, quel che farà?... Conosci qualcuno che faccia ciò che vuole?... Ah, sì!...

Un carro in discesa era apparso da una svoltata e s'avanzava incrociandosi col calessino. L'uomo che lo guidava, un contadino di dubbia età, con le labbra sottili interamente sbarbate, gli occhietti lucenti, il collo avvolto in un fazzoletto, salutò profondamente, cavandosi il berretto.

— Riverisco, signoria!