— Tre, mio caro; non meno di tre: omne trinum.... E tre casi di adulterio, uno dopo l'altro! I critici e i commissarî dei concorsi governativi mi lapideranno, ma il pubblico verrà a sentire. Non dico ad applaudire. Può darsi benissimo che mi fischi di santa ragione; ma la colpa sarà stata mia, non dell'argomento. Non ne conosco altri che appassionino tanto le platee, perchè nessun altro offre una così intima associazione del comico col drammatico, e se vuoi col tragico, ma nel senso moderno della parola. La nostra civiltà ha preteso disciplinare l'indisciplinabile, quel sentimento che il mito antico, più accorto, aveva simboleggiato in un fanciullo, bendato per giunta, cioè due volte cieco, doppiamente irresponsabile. Il matrimonio, l'unione eterna e indissolubile, è il più bel tentativo di correggere la realtà, di realizzare l'ideale; ma la natura, che noi disconosciamo, si prende giuoco di noi, scombussola i nostri piani, sconvolge la nostra vita. Dico la nostra, e non la loro, della gente coniugata: perchè, sentimentalmente, la situazione è la stessa, sia nelle giuste nozze, sia negli amori liberi. Quante volte hai giurato ad una donna, con tutta la sincerità del cuore, con tutto il convincimento della volontà, che l'ami unicamente, che l'amerai sempre? E quante volte, con quanto dolore, ti sei accorto dell'inganno?
Bertini, rivoltatosi bruscamente, buttò via la sigaretta non ancora finita di fumare; poi, raddrizzatosi sul sedile incrociò le braccia e chinò il capo. Perez, senza aspettare risposta alle domande espresse non tanto per curiosità di sapere quanto per bisogno di affermare, riprese:
— La poesia ha inventato l'anima sorella, l'anima gemella, che andiamo cercando, che presto o tardi incontriamo e che allora ci prende tutti per sè; ma la natura, quando crediamo di esserci assortiti con la creatura predestinata, ce ne sospinge dinanzi, un bel giorno, a nostra insaputa, un'altra che ci piace di più, che ci par fatta per noi meglio dell'altra, che distrugge il prestigio dell'altra, che vogliamo e dobbiamo ottenere, a qualunque costo, a costo di morirne, salvo a ricrederci ancora una volta, quando ci troviamo esposti ad una terza seduzione ancora più forte, o semplicemente diversa. Sai che lo ha detto anche Napoleone: il matrimonio non è istituzione fondata su leggi di natura, e Balzac lo ha scritto in fronte alla sua «Fisiologia». La natura non vuole amori unici ed eterni; esige anzi, per il conseguimento dei suoi fini, il più gran numero di amori. Noi siamo come i germi che essa sparpaglia a milioni di milioni per l'aria, sulla terra, nelle acque, per moltiplicare le probabilità che s'incontrino e si fecondino e si schiudano in nuove forme di vita. Uomini e donne, tutti quanti siamo, nonostante i nostri codici scritti e la nostra morale intima, che altro facciamo, io ti domando, se non cercarci per sedurci, se non sfoggiare ed accrescere le nostre doti per suscitare il più gran numero di desiderî dai quali deriveranno il più gran numero di accostamenti? Perchè mai tu scolpisci le tue statue, ed io scrivo le mie commedie, e il nostro Natali dipinge i suoi quadri, e Luigi Albani compone le sue musiche, se non per abbagliare queste signore con l'aureola della gloria? E queste signore perchè mai passano metà della loro vita dalla sarta e dinanzi allo specchio, se non per fulminarci col fulgore della loro bellezza? In tutti i loro rapporti, in quelli che sembrano più innocenti, uomini e donne non fanno altro che scherzare col fuoco: la fedeltà dei mariti, delle mogli e degli amanti è un miracolo altrettanto grande quanto la preservazione di una santabarbara fra il grandinare delle granate.
— L'albergo di Francia è in questa via?
L'oratore si sentì così bruscamente interrotto nel bel mezzo dell'argomentazione da quella domanda, che per un momento rimase senza parola.
— L'albergo di Francia?... Qui siamo sul corso Vittorio Emanuele; l'albergo di Francia è nella via Cavour.
— Passiamo di là, se non ti dispiace.
— Vetturino, per via Cavour.... Ma sai che sei un bel tipo? — esclamò poi, fra crucciato e sorridente. — Mi fai sgolare senza darmi retta, e non mi narri nulla di te, delle cose tue! Perchè hai trasferito lo studio a Firenze?
— Per finire il monumento a Mazzini: te lo scrissi.
— Un tempo non potevi lavorare fuori della pace di Promonte.... Come sta tua sorella? Il dottore tuo cognato? I tuoi nipotini?