— Stanno bene, grazie.

— Che desiderio di tornare lassù! Bisogna che scriva alla signora Laura. Il tuo monumento, dalle figure che ne ho viste sui fogli illustrati, è una bellezza. So che vi hai lavorato molto; forse troppo? Sei un poco affaticato?

— Un poco.

— Si vede. Te lo volevo dire. Non sei stato sofferente?

— Un poco.

— Perchè non ti riposi? Perchè non ti fermi con noi? Ti prometto di farti divagare. Hai qui tanti ammiratori! E non poche ammiratrici, sai? Ecco l'albergo di Francia. Ferma, vetturino....

— No! no! — protestò vivacemente Bertini, trattenendo col braccio il braccio dell'amico, ed ordinando poi al cocchiere, con voce breve: — Via!

E mentre la carrozza trascorreva dinanzi alla facciata dell'albergo, vi fermò lo sguardo, rivoltandosi a guardarvi anche dopo che l'edificio fu oltrepassato.

Perez era rimasto in silenzio, non comprendendo.

— Se ti decidessi a restare — riprese poi, tanto per dire — non ti consiglierei quest'albergo, nè gli altri del centro. Sono i più frequentati dalla gente danarosa, ma c'è troppo frastuono intorno. Dovresti andare all'«Hôtel Monsalvato», sul Colle d'Elsa, a quattrocento metri sul livello della baraonda cittadina; è un incanto.