— Sì.

Un senso d'indefinibile inquietudine guadagnò l'animo di Perez. Senza volgere il capo egli guardò con la coda dell'occhio alla sua destra. Lodovico, ritto dietro la seggiola, ne aveva strettamente afferrata la spalliera con una mano; l'altra, con la quale reggeva il cappello, era scossa da un tremito violento. Col viso cadaverico, le mascelle contratte, lo sguardo fiso e ardente, era evidente che faceva uno sforzo straordinario per non tradirsi.

Ma già, alzate le braccia paterne, distese le venerabili mani tremolanti, socchiusi i miti occhi, il sacerdote pronunziava con voce ispirata le parole irrevocabili:

— «Ego coniungo vos in matrimonium, in nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti».

L'inquietudine, la commozione, il turbamento di Perez, al pensiero della tempesta che imperversava in quel punto nel cuore dell'amico, divennero insostenibili; col bisogno di reagire, di scuotersi, di fare qualche cosa, depose il cappello sulla seggiola e cominciò a cavarsi i guanti.

Ora, risalito sull'altare, il sacerdote iniziava la cerimonia della Benedizione, proferiva le formule alle quali l'accolito dava le dovute risposte.

— «Adiutorum nostrum in nomine Domini».

— «Qui fecit coelum et terram».

— «Domine, exaudi orationem meam».

— «Et clamor meus ad te veniat»....