Ogni parola della reiterata preghiera gli passò nell'anima come un elettuario che irrita al primo contatto la nuda carne della piaga, per diffondere subito dopo un senso di refrigerio. Ma il sacerdote, prima di soggiungere il Libera, rivolto nuovamente agli sposi dal lato dell'Evangelo, implorò con nuovo slancio:

— «Sii propizio, Signore, alle preci nostre; ed a questi tuoi istituti, coi quali ordinasti la propagazione del genere umano, presta la tua benigna assistenza, affinchè quanto da te è congiunto col tuo aiuto sia serbato. O Dio che per virtù della tua potenza dal nulla il tutto creasti; che, ordinati i principî dell'universo, e fatto l'uomo a tua immagine, fondasti l'inseparabile aiuto della donna, in modo che originando il corpo femmineo dalla stessa carne virile, c'insegnasti mai non esser lecito disgiungere ciò che da un sol corpo ti piacque formare; Dio che con tanto eccellente mistero l'amplesso coniugale consacrasti, che nell'alleanza nuziale predesignasti il sacramento di Cristo e della Chiesa; Dio, per cui la donna si unisce all'uomo, e questa società, fin dal principio ordinata, si munì della sola benedizione non cancellata nè per la pena del peccato originale nè per la sentenza del diluvio: volgi lo sguardo sopra questa tua serva che dovendosi unire in coniugale consorzio chiede d'esser munita della tua protezione».

Era la benedizione delle vergini spose proferita altra volta da quelle stesse labbra per le nozze della sorella sua. La sorella era stata ostile a quella creatura, aveva visto in lei la colpevole, la seduttrice, colei che lo aveva indotto in tentazione e trascinato al peccato: non sapeva che il tentatore era stato lui stesso; nella calma imperturbata della sua virtù ignorava e non ammetteva le tempeste che sconvolgono le vite umane.

— «Sia in essa il giogo dell'amore e della pace; fedele e casta si sposi in Gesù Cristo e viva imitatrice delle donne sante. Sia amabile allo sposo suo come Rachele, saggia come Rebecca, longeva e fedele come Sara. Nulla di lei, degli atti di lei, usurpi l'autore della prevaricazione. Sia ferma nella fede e nei comandamenti, stretta ad un solo talamo, fugga i contatti illeciti, munisca la sua debolezza con la forza della disciplina; sia rispettabile per verecondia, venerabile per pudore, erudita nelle dottrine celesti, feconda nella prole, laudabile ed innocente, e giunga al riposo dei beati ed al regno celeste, e vedano entrambi i figli dei figli loro sino alla terza ed alla quarta generazione, e pervengano alla desiderata vecchiezza»....

Era come un lavacro, come una redenzione. L'errore antico doveva esserle rimesso in nome di Colui che difese l'adultera. Si era confessata, infatti, ed era stata assolta, poichè il celebrante, dopo avere recitato il Libera, dopo avere portato il calice alle labbra per bere un sorso del vino mistico, si accingeva a comunicarla.

Chiuso il libro, levata la fronte dalla mano con la quale l'aveva sorretta, ella protendeva ora il capo per ricevere l'ostia che il prete, discesi i gradini dell'altare, e paternamente chinato verso di lei, le offriva mentre l'organo cantava il suo più alato canto.

— «Ecco sia così benedetto ogni uomo che teme il Signore, e tu vedrai i figli dei figli tuoi: pace sopra Israello».

Qualche cosa di quella benedizione, di quella pace piamente invocata, scese su lui; poichè, nel proferire la formula, il sacerdote lo guardò. Egli si sentì leggere nell'anima dallo sguardo limpido e dolce, si sentì compreso e compatito e perdonato dal vecchio prete che lo aveva asperso, bambino, dell'acqua lustrale.

— «Ti preghiamo, onnipotente Iddio, di accompagnare con benigno favore le istituzioni della tua provvidenza, sicchè coloro che unisci in legittima società conservi in lunga pace. Per Cristo Signor nostro, Figlio tuo, che teco vive e regna nei secoli dei secoli».

— «Così sia».