— «Benediciamo il Signore».
Anche la Messa era finita. Restava ancora l'ultima formula. Ancora una volta dirigendo la parola agli sposi, il prete invocò:
— «Il Dio di Abramo, il Dio d'Isacco e il Dio di Giacobbe sia con voi, affinchè vediate i figli dei figli vostri sino alla terza ed alla quarta generazione, e poscia abbiate vita eterna senza fine, con l'aiuto del Signor nostro Gesù Cristo, che insieme col Padre e con lo Spirito Santo vive e regna, unico Dio, per tutti i secoli dei secoli».
— «Così sia».
Con parola libera, non più costretta nelle formule liturgiche, il celebrante riprese:
— Sposi cristiani, l'esempio che avete dato accostandovi all'altare, santificando la vostra unione, non resterà infecondo. Così possiate serbare intatto il tesoro della fede e amarvi scambievolmente e vivere nel timore di Dio.
Preso ancora l'aspersorio, li benedisse: «Piaccia a te, Santa Trinità....», poi lesse le parole del Vangelo di San Giovanni: «In principio era il Verbo....».
— Lodovico....
Il suono del suo nome, mormorato da Perez, lo scosse. Voltatosi, vide che la chiesa non era più tutta deserta come prima: alcune donne venute a compiere le consuete devozioni, qualche curioso attratto dal suono dell'organo, erano sparsi qua e là, dinanzi alle cappelle, intorno all'altare maggiore. Ma già tutta la cerimonia era finita: il sacerdote, raccolto il calice, inchinatosi dinanzi all'altare, s'avviava alla sacristia. Perez mosse un passo verso la sposa, stendendole la mano:
— Tutti i miei rallegramenti!