Quando il servizio fu pronto sul tavolino sbarazzato dai libri, la conversazione, divenuta generale, sfiorò molti argomenti: la floricoltura del dottore, il movimento dei forestieri sul lago, le bellezze della natura e dell'arte italiana.

— Ora, — ella disse, levandosi, dando il segno dell'addio, — non bisogna dormire sugli allori, Bertini!

— Glielo dica lei, signora! — soggiunse la sorella. — Forse le sue raccomandazioni riesciranno più efficaci delle nostre.

— Di questo gruppo sacro, sulla cima Antalba, guardate che vogliamo avere presto notizia! Non è possibile che quassù, dinanzi a questo sublime spettacolo, non troviate motivi d'ispirazione.

Erano di nuovo usciti sulla terrazza; dopo una breve sosta, ridiscesero tutti, ospiti e padroni di casa, verso la chiesa. Tutte le nebbie erano ormai disciolte, nel trionfo del sole; solo un ultimo fiocco ne restava, sull'Antalba, piegato dal vento in modo da simulare il fumo d'un vulcano. Pareva veramente che, per un'improvvisa eruzione, dalle viscere del monte esalasse un ardente fiato.

— Meraviglioso! Divino!... — mormorò ella ancora, girando lo sguardo per la conca lacustre, quasi a raccogliere e imprimersi nella mente tutti i particolari di quella visione, come aveva fatto di ogni angolo e di ogni opera dello studio. Poi, rivolta alla padrona di casa: — Signora.... — disse, stendendole la mano.

Si tennero un momento per mano, guardandosi; poi, con moto concorde, si accostarono, si baciarono sulle due guance. Chinatasi sulla piccina, la straniera le prese la testolina fra le mani, la baciò sulla fronte.

— Rammenta tu allo zio che vogliamo vedere altre statue. Digli che ti scolpisca lassù!...

Strinse la mano a lui da ultimo, dopo aver preso congedo da tutti gli altri.

— Fate contenti i vostri cari e i vostri amici!... Avete un dovere, se non dinanzi ad essi, dinanzi all'Arte che aspetta grandi cose da voi.