Sotto la casa di Vito Lisani la serenata faceva un baccano, destando tutto il vicinato. Giovanni Santoro suonava l'organino, instancabilmente, aprendo e chiudendo il mantice, e la compagnia cantava a squarciagola:

— Non ti ricordi quand'eeri malaata,

Quand'io vegliavo vicino al tuo letto...

Salvatore, col mandolino sotto il braccio, come se fosse la scatola dei rasoi, diceva ogni tanto:

— E Agostino, che gli è successo?

— Niente, ora viene! — E le risa interrompevano il canto.

— Tutte le feste al tempi-o,

Mentre pregavo Iddi-i-o...

— Io direi di andare a bere.

Nella bettola, in piedi, gridando e canticchiando, la comitiva si dissetava. Salvatore rifiutava il bicchiere, ma gli amici insistevano: