— Noo.. non lo faccio più... — borbottava Salvatore; e come cercava di baciarle la spalla che usciva nuda dallo sparato della camicia, quella lo spinse nel camerino al buio.

— Giù le mani, maiale!... E impara a venirmi dinanzi in questo stato!

Chiuso a chiave, Salvatore picchiava discretamente:

— Apri, Fanniuccia... quegli ubriaconi volevano condurmi a mala parte.... io non lo faccio più!...

VI.

Ora le voglie di lei si facevano più imperiose; tutte le entrate del salone che passavano per le sue mani non le bastavano; e Salvatore, il quale le tremava dinanzi, si vedeva protestar le cambiali da ogni parte.

— Così non andrete avanti — diceva l'amico Agostino. — Se volete un consiglio, lasciate il salone a uno che si accolli parte dei debiti, e aprite una bottega più modesta.

— Ma come, dopo tanto lavoro?...

— Che volete! La sorte quando dice sì e quando no.

Come Nardo intese quel discorso, mentre stava tagliando i capelli a un signore, per miracolo non gli cavò un occhio, col braccio che gli tremava.