Nardo ne provava compassione, vedendolo ridotto in quello stato: un vecchio, coi capelli grigiastri e la fronte rugosa; ma più per via della moglie, che andava provocando tutti i maschi e lo riduceva la favola del quartiere.
Ma come un giorno la incontrò per istrada, bianca e rossa in viso, con le labbra umide, grassa sotto lo scialle nero che si gonfiava sul petto, la guardò un momento.
— E così, avete messo aria, col vostro salone? — disse lei, fermandolo. — Gli amici non si vedono più?
La sua voce s'era fatta più forte e veniva acquistando l'accento paesano.
Nardo cercava di scusarsi, ma lei non lo lasciò dire:
— Venite a trovarmi. Avete ancora paura? — E lo guardò in un certo modo.
Egli non voleva fare un torto a quel brav'uomo del principale, che gli aveva fatto sempre del bene.
— Bel modo di compensarlo!
Poi cominciò a pensare:
— Uno di più, uno di meno!... Quella volta io l'ho rispettato; ma, veramente, il principale è troppo minchione...