Quando la signora Giacomina s'accorse che la serva andava nuovamente portando ambasciate, montò su tutte le furie.
— Che cosa, un'altra lettera? Ah no, non volete sentirla? Chi è che t'ha dato?...
Angiolina sollevò la testa dal suo ricamo e disse, tranquillamente:
— È del figlio della baronessa; non gridate sempre...
La signora Giacomina guardò stupefatta la figliuola, credendo d'aver frainteso:
— Il figlio della baronessa?... della baronessa Scilò?...
Alzava la testa, cogli occhi sfavillanti di sodisfazione; sua figlia baronessa!... quella superba umiliata!...
E come un giorno, tornando irritatissima dal collegio perchè quella bestia del rettore minacciava di mandar via Totò, scorse l'Angiolina sull'uscio, a discorrere col baronello, lei sentì svanire tutta la sua collera e fece a questi ogni sorta di complimenti:
— Come sta? Perchè non entra?... Favorisca, la prego...
Il baronello diventò presto familiare; veniva a passare le serate accanto alla ragazza, come fossero promessi, ed era inteso che si sarebbero sposati appena egli avrebbe ottenuto il consenso della mamma.