Per tentar d'uscire dai suoi guai, si metteva a giuocare al lotto, sperando di vincere un bel terno, di piantare sua moglie e di andare a starsene con la vedova. A corto di quattrini, aspettava che tutti fossero usciti, cercava insieme con la Milia i salvadanai delle figliuole, e tutt'e due si mettevano a scuoterli, di su e di giù, a più riprese, per farne uscir le monete.

Come sentiva quel drlin-drlin, Rosa diceva, dalla sua finestra, al cuoco della baronessa, che le faceva l'occhiolino:

— Monsù Pietro, che passa il Viatico?

Poi le ragazze si accorgevano del furto, e cominciavano le grida:

— Qui mi mancano due lire... qui tredici soldi... Chi è stato?... È stata la Milia!...

La Milia si metteva a piangere e correva a pigliare il suo scialle:

— Bella Madre addolorata!... Quest'affronto non me l'ha fatto nessuno!... Or ora voglio andarmene!...

E don Felice a mettersi in mezzo, tremante:

— Zitti per carità... quaggiù stanno tutti a sentire... zitti per carità!...

IV.