— Che intendete dire? — saltava su la ragazza. — Di che v'impacciate? M'avete voluta nella bottega? Ora che cosa pretendete?

— La Madonna della Grazia deve farmela maritar presto — pregava donna Mena — se no, finisce male.

O che aveva parlato col diavolo? Giusto un dopopranzo, che don Antonino era andato in campagna, con certi suoi amici, e lei s'era appisolata un momento, quando si svegliò: chiama la Nunziata, cerca la Nunziata... la ragazza non c'era più!

Donna Mena gettò un grido e perdette i sensi.

Più tardi rincasò don Antonino, briaco da non reggersi ritto, e al rumore ch'egli fece donna Mena rinvenne:

— Ah figliuola, e dove sei!.. Ah figliuola, e che mai facesti!..

— È stato il cavaliere Bardella... — biascicò don Antonino, cercando il letto, all'oscuro — me l'ha detto il portinaio del marchese...

— E voi che state a fare? Perchè non correte, perchè non cercate il vostro proprio sangue? Scellerato!.. — Donna Mena si sentiva adesso il coraggio d'un leone.

— Ehi, malanova!.. ho i miei guai!.. — rispose don Antonino, buttandosi come morto sul letto.

I guai erano i creditori, che cominciavano a perder la pazienza, e don Lisi il calzolaio, il quale doveva avere dieci onze, gli aveva mandato a dire che se non lo pagava gli avrebbe rotto le corna. Il marchese, intanto, era più di là che di qua, ma non voleva ancora crepare!..