Interrompendolo, l'ispettore strizzò un occhio e disse al delegato:
— Pinelli, si è visto il pretore?... — Poi, rivolto al portinaio: — E col padrone, c'erano conti?
— Al padrone gli doveva una quindicina, e lo voleva mandare a spasso; poi pregò tanto che gli dette un'altra settimana di tempo, e l'orologio in pegno.
— Quando finiva la settimana?
— Quando finiva?... Domenica, lunedì, martedì... — don Ciccio faceva il conto sulle dita, guardando all'aria. — Eccellenza, finiva oggi. Per questo si sarà scannato. Ma non poteva campar molto, eccellenza...
— Perchè?
— Era malato, qui alla cassa... Quando rifacevo la camera, lo sentivo abbaiare come un cane... e sputava sangue...
— Il pretore!... il pretore Restivi!...
A un tratto le guardie si schierarono da una parte e dall'altra, padre Miniscalco si tirò indietro sull'uscio della sua camera, l'ispettore si cavò il cappello, indietreggiando:
— Signor pretore, le bacio le mani!