— Come, non sapete trovare diecimila lire?
— Le trovi lei, se può. Io non mi fido di trovare neanche un soldo. Non sa che gli ultimi denari sono stati presi al quindici? E che Strignoni minaccia un protesto? E che la Falconara è piena d'ipoteche? E che un giorno o l'altro bisognerà prendere una risoluzione?
Ella restava interdetta, si passava una mano sulla fronte, impressionata, addolorata dalla rivelazione come per una inattesa disgrazia.
— È la sorte che mi perseguita! Voi, caro don Peppino, dovete aiutarmi; mi metto nelle vostre mani; non mi lasciate vendere la Falconara, se no, io sono rovinata.
— Se dipendesse da me!...
Ma don Peppino pensava alla sua rivincita, un gran dramma come Patria! di Sardou: Masuccio, ovvero Dio non paga il sabato, in cinque atti; la selva era già pronta, e l'Imparziale avrebbe pubblicato il testo in appendice....
Il giorno che la Falconara, l'antico feudo di casa Roccasciano, fu messo all'asta, la principessa si mise a piangere, disperatamente, come una bambina. Provava un bisogno irresistibile di sfogare con qualcuno la piena del suo dolore, e andò a buttarsi nelle braccia di donna Cecilia.
— Ah, io sono una donna disgraziata!... Cecilia, Cecilia mia, tu sei la mia sola amica... Come faccio, se tu non m'aiuti!...
Donna Cecilia cercava di calmarla, con belle parole, ma poichè l'altra continuava a singhiozzare, monotonamente, e a chiedere aiuto, lei perdette la pazienza.
— Infine! L'aiuto è che non devi giuocar più!