Ecco di tante

Sperate palme e dilettosi errori,

Il Tartaro m'avanza,

canta l'infelice Lesbiana; e Silvia miseramente cade all'apparir del vero. Quando l'uomo è giovane, quando può sperare, la vita è luminosa; ma dopo, tosto che la verità è conosciuta,

Vedova è insino al fine; ed alla notte

Che l'altre etadi oscura

Segno poser gli Dei la sepoltura.

Ma parlare della morte con questo tono dolente, chiamarla abisso “orrido, immenso„, è ancora in certo modo come lodare la vita. Questa morte non è un vero rimedio, non è una cosa veramente lodevole, se egli la loda ironicamente:

Umana

Prole cara agli eterni! assai felice