E cavato di tasca il fazzoletto, fattasi vicina all'amica, le asciugava gli occhi, l'abbracciava amorosamente, le prendeva la testa fra le mani guantate.

— No.... lasciami!... io sono morta!... — Di repente la scostò, porgendo ascolto, con una paura mortale sul viso.

Ella s'era alzata, mettendosi innanzi alla sua compagna, pronta a difenderla, a coprirla col proprio corpo. Ma nessuno veniva, e Giulia riprendeva a gemere, sommessamente.

Delle domande le salivano alle labbra, temeva però di essere indiscreta. Chiese soltanto:

— Tuo marito?

— Sì, mi ucciderà... lo ucciderà... Dio!... Dio!... Va', corri, salvalo!

— Sì, quel che tu vuoi!... conta su di me, per la vita e per la morte!...

Ella aveva già compreso che si trattava di Toscano; senza nominarlo, Giulia le narrava confusamente, a frasi lacerate dai singhiozzi, la storia di quella passione, il tradimento di una cameriera, la scena fatta dal marito la notte innanzi, i suoi tentativi di difesa, l'incertezza paurosa in cui ora viveva.

— Ma allora vattene di qui!... Torna da tua madre!...

— Per confermare i sospetti di lui?... Mio Dio!... Mio Dio!... E non poter avvertire quell'altro... non potergli mandare una parola!...