— Sono qua io!...
— Tu?..,. Sì, è il Signore che ti manda!.... Ascolta... questo biglietto... lo avevo preparato stamani... lo metterai alla posta?... Teresa, sorella mia!...
Ella andò via tutta turbata dalle rivelazioni dell'amica, da quel soffio di passione fatale che s'era sentito alitare in viso. Adesso giustificava i due amanti; e negli stessi pericoli che pendevano sul loro capo trovava un fascino arcano. Quelle lotte, quelle emozioni non davano un prezzo alla vita? Più che di compianto, Giulia le pareva degna d'invidia!.. La trovava soltanto troppo debole: al suo posto, ella si sarebbe lasciata straziare il petto senza piangere, senza confidarsi a nessuno, neppure alla sua mamma! Si sarebbe composta una maschera in viso, avrebbe recitata una parte da commedia, sorridendo con la morte nel cuore!...
La sera dopo, Guglielmo, girando intorno alla tavola da pranzo prima di prendervi posto, annunziò:
— Il barone Turi ha cacciata via sua moglie. Non si parla d'altro.
— Come?... Quando?...
— Oggi; ha intercettata una lettera di Toscano, chiara ed esplicita... Ha mandato a chiamare i parenti di lei, ha detto loro: «Conducete via questa signora.» L'ha cacciata via come si trovava, in veste da camera e pantofole, dinanzi a tutti i servi. Ha fatto benissimo.
Ella rispose, lentamente:
— Se questo signore fosse qui, gli direi sul viso che è un facchino.
— Ah, è un facchino?... Allora, che cosa doveva fare? Dirle: «Continuate pure, accomodatevi, volete anzi che io vi regga il candeliere?...»