— Come sei volgare!

— La distinzione che mi viene dinanzi!... È un facchino, eh? perchè la scaccia via, perchè difende il suo onore?... Ma io l'avrei accompagnata a calci in dietro!

— Si può difendere il proprio onore senza degradarsi. Perchè fare uno scandalo? Che cosa vi si guadagna? Che tutti sanno subito quel che si sarebbe saputo, in modo vago, più tardi!... Avrebbe invece potuto aspettare, cogliere un pretesto per separarsi tacitamente... E non esporre una signora agl'insulti della servitù.

— Una signora, eh?... La chiami una signora?...

Ella lo piantò lì. Era brutale, volgare ed egoista come tutti gli uomini; sarebbe stato uno sprecar tempo inutilmente il discutere con lui. Un dovere adesso le incombeva: sostenere la propria amica, aiutarla, provarle che l'amicizia non era un nome vano per lei. Avrebbe voluto andare a trovarla subito, quella sera stessa o il domani mattina; però la sua presenza, in quei primi momenti di spiegazioni intime, avrebbe potuto essere inopportuna. Invece, le scrisse: «Amica mia, in quest'ora che una catastrofe tremenda sconvolge la tua vita, che il tuo animo nobile e buono si colma di un'amarezza infinita, io vorrei esserti al fianco per dirti quanta parte prendo al tuo dolore e quanto vorrei adoperarmi per alleviarlo! Ignorando se tu sei in istato di veder gente, aspetto con ansia tue notizie e mi ripeto sempre, sì nei tristi come nei lieti eventi, tua affezionatissima sorella, Teresa.»

Quantunque Toscano fosse partito subito, una tempesta di condanne, di dileggi, di disprezzi piombava intanto sulla caduta, uomini e donne s'accanivano contro di lei e il vuoto le si faceva d'intorno. Ella andò a trovarla, in carrozza aperta, di pieno giorno, innanzi al mondo; e sola contro tutti la difendeva, trovando ingenerosa la condotta delle altre, ripetendolo ad alta voce, in ogni occasione. Ed ecco che una malignità vigliacca le arrivava all'orecchio: dicevano che ella difendeva l'amica perchè all'occorrenza avrebbe contato sul ricambio.... Il colpo la ferì profondamente. Così dunque il mondo apprezzava quello che era in lei moto generoso e sentimento sincero: così, chiamandolo un calcolo, con la gratuita rinnovazione dell'augurio malvagio!... Per fortuna, ella non aveva nulla da rimproverarsi, la sua coscienza era netta; ma una solidarietà con tutte le oppresse la faceva ribelle alla ipocrisia sociale. Come se quelle che eran le prime a scagliar pietre, fossero tutte immacolate! Come se la virtù di cui certune si ammantavano non pesasse loro più di una cappa di piombo!...

Ella continuava a veder Giulia, ad accompagnarla in pubblico; però trovava che l'amica s'era rassegnata molto facilmente alla separazione dall'amante. Mettendosi col pensiero in una posizione simile a quella di lei, trovava che non avrebbe potuto resistere a viver lontano dall'uomo amato; tanto, il danno era fatto; ma se vi fosse stata qualche cosa da sfidare ancora, chi l'avrebbe arrestata?

Suo marito, inaspettatamente, le disse una sera:

— Potresti fare a meno di star tutti i giorni con la Turi.

— Ti dispiace? — rispose ella, freddamente, pronta a prorompere.