— Di gettarmi in braccio al primo venuto!

— Fàllo!... Próvati!... Ed io non ti caccio a pedate, sciocca che sei? Non mi libero di te?...

— Sta bene! Si resta intesi!... Soltanto, avverti quella sgualdrina di non metter piede in casa mia...

Egli si alzò, dicendo con voce minacciosa:

— Casa tua?.... Casa tua?.... Questa è casa mia, qui comando io, capisci?.... Qui tu non sei nulla!...

— Io ti prometto che se colei mi comparisce ancora dinanzi, la mando ruzzoloni per le scale.

Allora le si avvicinò rapidamente, alzando un braccio.

— Ah, sì?... — gridò, coi denti stretti, il pugno chiuso, gli occhi iniettati di sangue. — Ah, sì? Ed io ti prometto che farò venir qui tutte le ciabatte di Palermo, qui dentro! in camera mia! te presente! capisci?... tutte le ciabatte di Palermo, quelle da una lira, capisci?...

Ella sentì un gran freddo passarle per la schiena. Egli continuò:

— Qui, in casa mia, dove io sono il padrone, e tu niente!... dove tu sei venuta a ficcarti per forza, dove ti ha ficcata quel farabutto di tuo nonno.