Al principe davano delle amanti: l'idea di toglierlo ad esse la tentava. Ma la vita austera di Arconti aveva pure la sua seduzione. Un pomeriggio che era al Pincio, in carrozza chiusa, ferma sul piazzale, lo vide che le si avvicinava, col cappello in mano. Ella sussultò un poco, comprendendo che era lì ad aspettarla. Disse, porgendogli la destra:

— Lei qui, tutto solo?

— Mi sono messo in vacanza!

I suoi occhi ridevano. Parlava della dolcezza della stagione, le chiedeva, con un'insistenza discreta:

— Non scende un poco?

Ella ebbe un istante di esitazione. Non avrebbe fatto questo a Palermo; ma era alla capitale, nessuno la conosceva...

Egli aprì lo sportello, le porse la mano. Il giardino era quasi deserto: delle coppie che si allontanavano pei viali, qualche straniero fermo contro il parapetto a guardare in giro col cannocchiale. Grandi nuvole rosse striavano il cielo, verso Monte Mario.

— Si direbbe un incendio!...

— È bello!... — esclamò lei. — Non la fa pensare a Nerone?...

— Sì, ma... Forse dirò un'eresia...