— Lo vo' sapere... te ne prego!... non debbo saper tutto di te? possiamo avere dei segreti l'uno per l'altro?... Poi, che cosa temi?... Non mi conoscevi, allora!... Dimmi la verità, quell'uomo...

— No, te lo giuro!...

E a mezze parole, più rispondendo alle domande di lui che non narrando, gli aveva detta la diabolica perversione di quel seduttore, l'oscura avventura da cui era cominciata la sua perdita. Spasimava, tra il dovere di dir tutto, il resto, il tradimento meno scusabile, e il terrore di perdere l'amore di lui, la sua stima; poichè già una tristezza si dipingeva in volto all'amato, già i suoi sguardi l'evitavano.

— Hai visto? M'hai fatto soffrire, per soffrire tu stesso... Paolo! Che hai?... Guardami, Paolo; dimmi che mi perdoni...

— No; con qual diritto t'incolperei?

— Grazie! grazie!... Tu sei generoso; t'amo per questo, specialmente per questo!...

Egli disse ancora, guardandosi intorno, quasi trasognato:

— Com'è accaduto stasera che abbiamo rimestate queste cose?

— Mentre doveva essere una festa serena!... il giorno della nostra riunione, il primo d'una serie infinita...

I bei giorni infatti tornarono, con la felicità di un tempo, le dimostrazioni d'un amore che andava sempre crescendo, la fusione completa delle loro esistenze. La delicatezza di cui Paolo aveva dato prova l'incoraggiava a completare la confessione; oramai non aspettava che l'opportunità. Però, quando parlavano delle donne che cadono, dei giudizii severi che il mondo ne dà, ella gli chiedeva, guardandolo, un po' triste: