— Dimmi la verità: tu non mi disprezzi?

Egli le turava la bocca, esclamando:

— Tu sei il vanto mio dolce! il mio orgoglio!... Vorrei mostrare all'universo l'amore che ti porto...

— Ma se non fossi tua? se sentissi parlar di me come d'una estranea?

— E questo è possibile imaginarlo soltanto? se sono così pieno di te!... No, povero Amore: fuor dell'amore tu non m'ispiri che una sola cosa; una grande pietà...

— Come sei buono!... Com'è bello, questo!

— Poveretta!... Poverina!...

Allora ella sentivasi prendere da una più grande tenerezza; gli nascondeva il viso sul petto, mormorando:

— Sì, è dolce esser compianta da te!... Dimmi poveretta, se sapessi che bene mi fa!...

Ah, nessun uomo valeva quanto lui! Egli la lasciava sempre libera, non le chiedeva mai quel che aveva fatto in sua assenza, le dimostrava una fiducia sempre più salda. Non la seguiva, anzi, come prima; non cercava di vederla in presenza della gente, quando altri uomini le stavano intorno. Questo però non le piaceva; ella lo voleva vicino, sempre, sopratutto in cospetto del mondo.