— Come ti disse?... Dove ti vide?... di'!...
Allora, con moto lento, ella gli passò le braccia intorno al collo, gli nascose il viso contro la spalla. Mormorò:
— Non mi chieder nulla... sai bene com'è doloroso... parlami d'altro...
Egli la sollevò dolcemente, le carezzò con una mano la fronte, le strinse la destra con l'altra.
— Dimmi tutto... m'avevi giurato di dir tutto!... che importa se è doloroso!... L'amore è fatto di spasimi e d'esultanze... Dimmi tutto... — Abbassando la voce, aggiunse: — Perchè tremi?... Dimmi la la verità: colui...
A un tratto ella si svincolò, si strinse le mani, girando il capo ansiosamente, con le narici dilatate, come se le mancasse il respiro.
— Ebbene... l'hai voluto!... soffocavo!... mille volte, mille volte la confessione m'era salita alle labbra!... la paura, la vergogna... Sì... un momento di pazzia... d'aberrazione!... non ero più io... te lo giuro!... non lo credevo io stessa... Ne fui punita, sai!... il pentimento, il rimorso assiduo, cocente...
Un pallore si diffondeva in volto all'amato, le sue labbra si schiudevano un poco. Ella tentò di prendergli una mano; i capelli disciolti le caddero sul viso, con un gesto automatico li ricacciò indietro, continuando:
— Sono indegna di perdono... lo sento!... non te ne chiedo... Ma tu eri lontano... mio marito mi colmava d'oltraggi!... No, non mi giustifico... Paolo, ascoltami... dammi la tua mano... Che ho fatto, mio Dio!
Gli era caduta in ginocchio dinanzi, buttando indietro lo strascico della sua veste da camera, congiungendo le mani.