— Senti: tutta la verità... allora io non t'amavo... no!... oh, no!... non t'amavo come ora!... non sapevo quel che tu valessi, non credevo che tu avresti preso tanto posto nella mia vita... Ero leggiera, sì, non sapevo... Una parola m'ubbriacava... Fu una ubbriacatura, ne ebbi la nausea...
Appoggiò le mani ai ginocchi di lui, vi nascose il viso.
— Mi faccio orrore!...
Restò un pezzo così. Malgrado l'ambascia, il violento palpitare del cuore, la vampa salitale al viso, si sentiva come liberata da un incubo. Aveva confessato l'errore; la sua coscienza non le avrebbe più rimproverato il silenzio, la doppiezza, l'inganno. Aspettava che egli la sollevasse, che le dicesse qualche cosa. Egli non diceva nulla, non si scuoteva. Con un sospiro doloroso ella stessa rialzò il capo. Allora vide una cosa che non aveva vista ancora: il pianto d'un uomo. Delle lacrime grosse e lente solcavano il viso di lui, un tremito convulso gli agitava le labbra nelle quali infiggeva i denti, fino a sbiancarle. Un istante, ella rimase muta, impaurita, compresa per la prima volta dell'enormezza della propria colpa; poi alzò le braccia, disperatamente, e trascinandosi sulle ginocchia, si mise a supplicare:
— Paolo!... Non piangere!... Mi fai morire!... Paolo! uccidimi!...
Con un'amarezza sconfortata nel viso, egli scuoteva il capo, a riprese, bevendo le proprie lacrime, reprimendo i singhiozzi, e gli occhi di lei restavano secchi ed ardenti.
— Paolo, uccidimi!... voglio morire! voglio morire!...
Impigliatasi nelle pieghe della veste, cadde, di fianco, col viso contro il braccio disteso, ansimante, sfinita. Allora soltanto egli si curvò su di lei, la sollevò, stringendola al proprio petto; e a un tratto anch'ella ruppe in pianto. Dolcemente e disperatamente, essi confondevano le loro lacrime, abbracciati, tenendosi per mano, guancia contro guancia, tempia contro tempia. Egli diceva: «Perchè?... perchè?...» e con voce soffocata ella ripeteva: «Non so... la pazzia!... non io!...» e come egli l'attirava sempre più al suo cuore, reggendole la testa con una mano, ella gli si voltò incontro, si afferrò alle sue spalle, e alzato il viso lacrimoso, supplicò:
— Disprezzami!... oltraggiami!... fai di me quel che vuoi!... ma dimmi che non mi abbandonerai!... che avrai pietà di me!... che mi lascerai vivere al tuo fianco... come una serva, come una schiava, come una cosa...
Egli le chiuse la bocca, dicendo, sottovoce: