— Ti secchi? — chiedeva ella.
— No... ma lo spettacolo di quegl'imbecilli che ti stanno attorno m'irrita...
— Dovrebbe irritarti di più quando sei lontano da me...
— Quando sono lontano non li vedo... penso ad altro...
Quelle parole le dettero una rapida trafittura.
— A che cosa pensi dunque?... Non sono io il tuo pensiero costante?...
— Ma sì, ma sì... Ho detto che non penso ad essi...
Egli pensava alla politica; in quei giorni la solidità del Gabinetto era scossa, si parlava d'un rimpasto ministeriale che avrebbe evitata una crisi. Per dimostrare l'interesse che prendeva al suo avvenire, ella gli parlava di queste cose, consigliandogli di avvicinarsi al governo senza rinunziare ai suoi principii. Invece egli si schierò fra gli oppositori più vivaci: durante la discussione dei bilanci pronunziò una dozzina di discorsi uno più acre dell'altro.
— Non vuoi ascoltarmi, ma batti una strada falsa! — diceva ella. — Per ora, quest'atteggiamento troppo deciso non ti conviene; sei troppo giovane...
— Mi consigli di andare a scuola?