O non la comprendeva, o era troppo sicuro di sè. Nelle parole di lui, di tanto in tanto, ella credeva di leggere una specie di condiscendenza forzata, di fastidio nascosto. Non glie ne diceva nulla, non ne voleva convenire neppure con sè stessa, arrestata da un sentimento di vago timore. Però, come gli anniversarii del loro amore tornavano, ella non poteva frenarsi dal notare la differenza che v'era tra il passato ed il presente.

— Allora, tu non potevi fare a meno di cercarmi, di seguirmi...

— Ma allora io non avevo altro mezzo di vederti. Tu non eri ancora mia!...

Con un sorriso un po' scettico, ella soggiungeva:

— Ora che lo scopo è raggiunto!...

— Ma non è questo!... Tu vorresti dunque paragonare le incertezze, le ansie, i tormenti di quei tempi, alla festa continua che è ora la vita per noi?... Ma vi è qualche cosa di più divino di questa sicurezza che oggi siamo felici quanto ieri, che domani saremo felici come oggi?...

— Tu dici davvero?... tu pensi quello che dici?

— Ne dubiti dunque?

Malgrado tutto, ella pensava che il passato, con le sue ansie, con le sue torture, era stato più bello, aveva procurato emozioni più raffinate, più intense.

— Se tu vuoi che io preferisca il presente, perchè non ti dedichi tutto a me, come prima?