— Tu però dicevi di temere che la troppa assiduità avrebbe generata la stanchezza... La logica!... la logica!...
Delle risposte dure le salivano alle labbra. Avrebbe voluto dirgli che quando si ama veramente, non si vedono i difetti della persona amata, o per lo meno non gli si rimproverano. Non le diceva illogica quando era dietro a sedurla!... Ed era lei illogica, o lui egoista?... Non gli diceva nulla, non lo rimproverava, per timore di peggio; ma questo timore medesimo, a lungo andare, accresceva la sua sfiducia. Ella era dunque a questo: da ammettere che un mutamento poteva operarsi in lui, forse già si operava?.. E che cosa avveniva in lei? anche lei non vedeva i suoi difetti, non si sentiva allontanar da quell'uomo? E come erano arrivati a questo? Che cosa era accaduto fra loro? In qual giorno, in qual punto, la prima ombra era calata? Non lo poteva dire. Ma ciò che la stupiva, era la rapidità con cui il dubbio era sorto, con cui la fede si era scossa. In un tempo così breve!... Mai più lo avrebbe creduto! Non lo poteva credere; si diceva che era in inganno, che la sua imaginazione ingigantiva oltre misura dei sintomi insignificanti; aveva bisogno di fugare quelle tristi visioni.
— Dimmi che mi ami sempre, come prima...
— Ma più di prima!
— Oh, se fosse...
— È! è!... Non lo vedi? Non lo leggi nei miei sguardi, nelle mie parole? Non senti che fai parte della mia vita, che sono legato a te, materialmente, che mi aggiro intorno a te come intorno a un sole raggiante e benefico?...
Voleva credergli, non attribuire alla sua facondia, alla sua abilità oratoria le frasi che le veniva ripetendo. Come se avesse compreso di poter ritentare la prova con maggior probabilità di riuscita, il principe di Lucrino era adesso più assiduo presso di lei, veniva a trovarla più spesso, non mancava mai, a teatro, di salire nel suo palco; qualche volta, quando ella usciva a piedi, lo incontrava: egli le chiedeva il permesso di accompagnarla, si faceva più insistente, più ardito. Riferendo a Paolo l'impiego delle proprie giornate, ella gli diceva, con una indifferenza studiata:
— Ho visto gente... Lucrino fra gli altri...
— Che cosa ti ha detto?
— Le solite storie... A te non importa più nulla...