— A tutto, invece...
Ella credeva all'ideale, alla poesia; gli faceva leggere dei passaggi di romanzi, dei versi che le parevano sublimi, dettati da gente fatta a un altro modo, vivente di puro etere.
— E tu li pigli sul serio?... Non vedi che sono parole?...
— Ma sono le parole che esprimono i sentimenti!...
— D'accordo. Dimmi che cosa vuoi che ti esprima, e parlerò tre ore di seguito.
Ella gli turava la bocca:
— Taci! Mi fai male.
Fingeva dunque anche quando le parlava dell'amor suo? Ma egli ne parlava adesso tanto di rado! I capi del suo partito fondavano un giornale; egli vi prendeva una larga parte, per dei giorni e dei giorni la lasciò sola. Un tempo, quando non poteva venire a trovarla le scriveva lunghe lettere; ora mandava dei biglietti da visita con su due parole; spesso neppur quelli. Ella si sentiva stringere il cuore dinanzi al ritorno più frequente di quei sintomi; poi si rimproverava le sue preoccupazioni, si diceva che doveva agguerrirsi contro i disinganni; che, a lasciarsi scorgere, avrebbe fatto peggio, e che anzi, se voleva ricondurlo a sè, le conveniva mostrarsi piuttosto indifferente e distratta. Ma era più forte di lei: nel bel mezzo della relazione d'un ballo, d'un giro di visite, ella s'interrompeva, esclamando:
— Ma come sei freddo!... Non mi ascolti, non mi domandi nulla... non t'importa più di nulla!...
— Chi te l'ha detto?