— Presto, spero... più presto del solito...
— Non mentire!
S'era alzata, appoggiandosi alla spalliera della poltrona, fissandolo in viso.
— Se tu non vuoi credermi... — rispose egli, scrollando le spalle.
— Non mentire... so tutto!...
E adesso egli chinava lo sguardo. Irrigidita, col capo eretto, il respiro breve e precipitato, ella lasciava cadere delle parole lente e gelate:
— Tu parti... per non vedermi più... per raggiungere un'altra... Credevo però che avresti avuto... la lealtà... di dirlo...
Più lungo, più penoso, il silenzio tornò a pesare dintorno. Egli evitava sempre di guardarla. Il rancore e lo sdegno ribollivano in lei, traboccavano quasi; ella frenava gl'impeti da cui si sentiva strozzare.
— Tu non rispondi nulla?
— Cosa vuoi che dica?... Se non sono creduto! se tu presti fede piuttosto alle ciarle della gente!...