— Bambinuccia!... Per carità... fàllo per tuo padre... Signore!...
A un tratto ella si alzò.
— Lasciatemi. Voglio vederla, l'ultima volta...
Allora tutt'e tre le donne le si misero dinanzi, facendo barriera, scongiurando tra le lacrime:
— Signorina!... Thérèse!... Per carità... Vuoi ammazzarti!...
La fecero ricadere sul divano, raggomitolata, come un ammasso di panni, e i lamenti riprendevano, più sordi, più tristi.
— Il nonno... — balbettava ella — il nonno...
— Poveretto!... Anche lui!... Chi gli avrebbe detto che doveva vedere anche questo? Angeletto di Dio!... — esclamavano le donne, pietosamente. — E buona, come non ce ne saranno più al mondo.... mai e poi mai... Creatura buona!... Ora è in paradiso, a pregare per noi...
Le strida e le querele si facevano più lunghe; ma quello che la straziava era il pianto muto, incessante di Miss. La notte passava: si udivano di tanto in tanto delle voci che chiamavano dal giardino, il portone della stalla che gemeva sui cardini, i cavalli scalpitanti nella corte, il canto lontano dei galli. Poi comparve il nonno, curvo, avvolto in un gran soprabito, cogli occhi asciutti. Ella gli s'afferrò, baciandogli la mano, bagnandola di pianto, spegnendovi sopra le strida che le uscivano dal petto. Anche il babbo gli strinse l'altra mano; lui disse:
— Basta, basta... adesso basta... la volontà di Dio!... adesso, voi altri ve ne andrete...