— Teresa, coglimi dei fiori...

— Subito, sorellina!

Ella scese in giardino. Dalle piante, tutte bagnate dalla pioggia recente, esalava un profumo intenso, acutissimo. Sorgeva la luna, tra nuvolette d'oro, e la luce d'argento bagnava tutto quel verde scuro, umido e stillante. Disteso con una mano il grembiale, lei cominciò a farvi piovere i gelsomini che spiccava con la destra. Ne era quasi pieno, ma ne coglieva ancora, voleva coglierne ancora più; voleva seppellire la sorellina sotto la nevicata odorosa. Di repente s'udì un grido terribile. Ella tremò da capo a piedi, lasciò cadere i fiori, incrociò le mani sul petto. Un altro grido, dei rumori confusi. Allora ella cominciò a correre disperatamente verso casa, e nella corsa vide una finestra schiudersi, il nonno uscire sulla terrazza, alzare le braccia minacciose al cielo. Prese un nuovo slancio, salì a precipizio la scalinata, traversò come un lampo le stanze e s'arrestò sull'uscio. Intravvide una forma rigida sul letto, una gran macchia di sangue, e s'intese spingere indietro.

— Babbo!... Nonno!... Babbo...

— Zitta!... zitta!... Son'io, Stefana... Di qui... Chiudete! Zitta! Tuo padre...

Allora, afferrata la mano del babbo in un impeto furioso, scoppiò in pianto alto, convulsivo, lacerante, con la bocca contorta, le mani tremanti, il petto rotto dai singhiozzi. Nella stanza buia, il riflesso della luna metteva un vago chiarore; ella non vedeva, non udiva, riprendeva a piangere più forte; in mezzo al pianto dirotto, mandava dei lamenti rauchi, sordi, rantolosi.

— Teresa!... figlia mia... Coraggio!... Poveretta, ha ragione!

Le mani dure, rugose, incallite, della moglie del fattore cercavano le sue, teneramente; Stefana la teneva stretta, la baciava in viso, confondendo le proprie lacrime con le sue.

Portarono un lume, e come ella scorse Miss, sola, in un angolo, piangere silenziosamente, a capo chino, sentì un singhiozzo più violento squarciarle la gola, dischiuse la bocca come se una mano la soffocasse.

— Teresa!... signorina!... figlia mia! — e Stefana balbettava, annaspando: