Che notte! che oppressioni! che risvegli terribili! E che tristezza nel nuovo giorno! Che scoppii di pianto ad ogni notizia, ad ogni viso nuovo!

— La portano via a mezzogiorno... A San Francesco di Paola...

— Dei fiori... copritela di fiori bianchi!...

Erano delle grida convulsive che le uscivano dalle labbra, non erano parole.

E il suono orribile delle campane, che la faceva balzare in piedi a ogni ripresa, e il cadere pauroso del giorno, e il ritorno del nonno, invecchiato di cent'anni, con la schiena curva, gli occhi aridi, le mani tremanti... Come gli divorava la mano a baci, egli la trasse in disparte, con un'aria di mistero, nella sua camera.

— Vieni!... zitta, vieni...

Cavò di tasca il suo gran portafoglio di cuoio, lo aprì e ne trasse una busta. Aprì anche quella, con le mani che gli tremavano spaventosamente, e come trasse la ciocca di capelli morbidi e neri, scoppiò in pianto anche lui.

— Ah!... ah!... nonno!...

Erano terribili le lacrime del vecchio, le contrazioni spasmodiche del suo viso rugato. A un tratto, s'alzò, e mostrando un pugno al cielo, gridò:

— Cristo!...