Finto di cercare tra le carte, egli riprese:
—Ecco la sua dichiarazione debitamente firmata. Sperate ancora salvarlo?
E la guardò.
Ella aveva un'altra faccia. Come se la maschera della durezza sprezzante e superba le fosse stata strappata, le guance impallidite, le labbra dischiuse e gli occhi smarriti dicevano il dolore, la paura, il rimorso, un sentimento che il Ferpierre non sapeva ancora precisare, ma che era senza dubbio troppo penoso.
—Ve ne duole?… Dovete molto amarlo!
Lo spettacolo di quel repentino turbamento distrasse sul principio il giudice dall'impaccio che provava mettendosi per una via obliqua. Ma sentendo di doverla percorrere oramai sino in fondo, considerando l'ambascia della giovane, la sua repugnanza cresceva. Non infliggeva egli a quella donna, per amore della verità, una morale tortura? E la differenza era veramente grande fra gli orridi strumenti delle antiche inquisizioni, e la menzogna con la quale ora ricercava l'anima dell'accusata?
—Comprendo il vostro dolore, ma dovevate pur essere preparata a sopportarlo. Voi faceste di tutto per stornare i nostri sospetti e il rimorso di avergli nuociuto non può tormentarvi. Ma la verità a lungo non si nasconde. E bisogna anche dire che avreste potuto essere un poco più abile. Come poteste mai sperare che io credessi la fiaba dell'ultima spiegazione avvenuta fra voi tre? Era credibile ancora che il principe, tornato dalla contessa, secondo volevate darmi a intendere, per separarsene definitivamente, mettesse tanto tempo a fare questa dichiarazione? Se indugiò tanto, ciò fu perchè mutò proponimento; perchè sul punto di abbandonarla s'accorse che ella stessa non pensava più a lui; e allora l'amor proprio ferito lo distolse dalla prima intenzione. Allora egli non volle che questa donna fosse d'altri, volle anzi riaverla per sè come un tempo, e si mostrò pentito e supplichevole. A voi nascose, e fu naturale, questo suo mutamento; ma come mai non lo imaginaste vedendo le sue tergiversazioni? Voi vedeste bene che egli tardava troppo a compiere la promessa fattavi; ma se vi disse che la pietà gl'impediva di portare un colpo mortale a quella donna, il vostro cuore d'amante doveva avvertirvi che il suo ritorno presso di lei era pericoloso; che la passione, quando pare morta e sepolta, improvvisamente divampa più gagliarda di prima. A saperlo presso di lei, più volte, non soffriste, non sospettaste che i ricordi del passato, che la seduzione di quella donna quasi nuova dopo il lungo abbandono lo avvincessero ancora una volta?… Sì, voi intuiste queste cose, me lo dice il vostro doloroso silenzio: e le avete taciute per amore di lui, perchè comprendeste che se la giustizia avesse saputo che egli l'amava ancora, che ne era geloso, la verità sarebbe apparsa luminosamente. Ma il vostro zelo non poteva esser felice. Quando io gli domandai il perchè del suo indugio presso la defunta, voi stessa gli suggeriste di addurre la pietà; egli non seppe neppur trovare questo pretesto per nascondere la vera ragione, che era l'amore e la gelosia! E credevate che io non dovessi notare il vostro intervento e il suo imbarazzo, e che non ne scoprissi finalmente il perchè?
Il Ferpierre dimenticava ora il suo rimorso nel fervore dell'inchiesta, comprendendo d'essere molto vicino alla verità. Il silenzio della giovane, lo smarrimento crescente della sua espressione, il tremor delle mani, l'ansia che le sollevava il seno, dimostravano sempre più al magistrato che egli toccava ora la nota giusta, che Zakunine era stato veramente ripreso dall'amore della contessa, che la nihilista aveva sofferto di gelosia, che qui bisognava trovare la ragione del mistero. Egli aveva già divinato tutte queste cose, ma poi era stato distratto e fuorviato da altri ragionamenti, dalla mancanza di prove: ora accumulava tutte le presunzioni, ne imaginava perfino quando gliene mancavano, perchè la sua fidente asseveranza servisse come una specie di reattivo morale, mordendo il cuore della giovane e lasciandovi leggere dentro.
—L'amor vostro per lui deve essere molto forte se avete accettato questa parte, se avete nascosto la gelosia che vi torturava, se avete finto l'ignoranza e l'indifferenza! E come è stato mal ripagato! Voi non poteste illudervi neppure un istante, e vedeste ciò che avveniva e prevedeste ciò che sarebbe avvenuto; perchè, una volta impegnato a contendere quella donna a un rivale, Zakunine, con la veemenza che porta nelle sue passioni, non avrebbe esitato dinanzi a un delitto. Voi veniste a trovarlo temendo che la catastrofe fosse compiuta; veniste troppo tardi a tentar d'impedirla. È vero?
La giovane si riscosse a quella domanda. Portò le mani alle tempie comprimendole, quasi la tempesta suscitata in lei dalle parole del giudice minacciasse di aprirle il cervello; poi, respirato fortemente, così da far sibilare l'aria fra i denti chiusi, con l'espressione di repugnanza dolorosa e di sdegno impotente di chi si sente violentare ed opprimere, disse: