E i due uomini si guardarono fiso.
—Dovreste essere contento, io penso, d'avere vendicato la morte della vostra amica, confuso la rea ed ottenuto il trionfo della verità e della giustizia.
Tacquero ancora entrambi.
—Non ne siete contento anche voi?…—disse finalmente il Vérod.
Egli aveva sentito nelle domande una specie d'incitamento, quasi una provocazione a dire tutto il suo secreto pensiero, come se il secreto pensiero suo fosse anche del giudice.
—Io non ho passioni da soddisfare,—rispose questi.—Un solo amore mi guida: l'amore della giustizia…
—Se la giustizia s'acqueta…
—Ne dubitate?
—Non tocca a me dubitarne…
—Volete dunque dire che dovrei dubitar io? E perchè?… Avete denunziato un crimine: il crimine è provato. Non avete saputo dire chi dei due possibili autori fosse realmente colpevole, giacchè entrambi erano capaci di delinquere: la colpevole s'accusa ella stessa!… Vorreste forse dirmi che la sola confessione non basta? Lo so anch'io! Ma quando non è comprovata. Un pazzo può dichiararsi autore d'un delitto, ma non sa poi darne ragione, non sa spiegarne le circostanze. Qui tutto non si spiega? Tutto non è confermato dal solo testimonio?… O negate fede a questa riprova?