—Come mai?
—Non so: alle volte pareva anzi che le dispiacesse, quasi che avesse avversione anche per lui. Ma era cosa passeggera…
—Forse temeva che il signor Vérod, come tutti gli uomini, non dovesse alla lunga trattarla con la delicatezza dei primi tempi?
—Non credo. Il signor Vérod è tanto buono! Forse temeva, sì; ma…
—Di che cosa?
—Di sè stessa.
—Allora, se ella aveva questa simpatia, e se il vostro padrone se ne accorse come voi, credete che egli divenisse migliore con lei per paura di perderla, per gelosia del Vérod?
Ella aperse le braccia e scrollò il capo.
—Non posso dire, signore.
—Della Russa, della studente, che cosa pensate?… Che cosa veniva a far qui?