E perché al vizio è prona gente molta,
Satáno vince; e questa è la sementa
e la zizania sua mala ricolta.

Vince anco le piú volte quando tenta,
155 ché 'n mille modi torcer vostra nave
puote dal porto ritto, ove si avventa;

ché correre a vertú sempre par grave
a vostra carne, la qual sempre incíta
a quel che par al senso piú soave.

160 Facciamo omai di qui nostra partita:
il tempo è breve, ed è distante il loco,
ov'è d'andar al ciel prima salita.

—Minerva mia, te primamente invoco,
e poi le muse, che dell'acqua chiara
165 del fonte pegaseo mi diate un poco.—

Cosí risposi e poi:—Or mi dichiara
di questo che mi dá gran maraviglia:
tu sai che domandando l'uomo impara.
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Quando fu che Satán e sua famiglia
170 lasciò di sé e de' suoi l'inferno vòto
e venne su, ove si more e figlia?

Vorrei saper ancor, ché non mi è noto, s'egli è signor di tutti quegli effetti, che influisce il cielo ovver suo moto.—

175 Allora mi rispose in questi detti.

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CAPITOLO II