Dove trattasi del limbo e del peccato originale.
Uscito er'io della cittá del foco
dietro a mia scorta, ch'andai seguitando;
e, poi che insú andato fui un poco,
la domandai e dissi:—Dimmi quando
5 noi perverremo ove Satán dimora,
che dica questo inferno al suo comando.—
Ed ella a me:—Insú andando ancora,
convien che noi passiam duo altri cerchi,
'nanzi che d'esto inferno usciamo fòra.
10 Il limbo è 'l primo che convien che cerchi;
un altro poi convien che ne trapassi,
'nanzi che su nel mondo tu soverchi.—
Ben sette miglia insú movemmo i passi,
e trovammo una porta, ov'era scritto
15 nell'arco suo, ch'avea di smorti sassi:
«In questo limbo, ovvero in questo Egitto,
è pena privativa e sol di danno,
e nullo senso in questo loco è afflitto.
Dentro è la gran prigion di quel tiranno,
20 che tenne giá gli amici da Dio eletti
e vinse Adamo a tradimento e inganno».
Per legger questi detti io mi ristetti
presso alla porta lí, ch'era serrata;
e, poich'io gli ebbi intesi e tutti letti,
25 Minerva con la man chiese l'entrata.
Non so chi fusse il portinar cortese,
che ratto aprio e diedene l'andata.
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Quand'io fui dentro, vidi un bel paese,
di fiori e d'arboscelli e d'erbe adorno,
30 sí come Tauro fa nel suo bel mese.